domenica 18 gennaio 2026

Che hai lì?

Che hai lì?

 “Abbiamo finito le garze Ana, vai prenderle, forza veloce!”, sbraitò il medico in russo, senza mascherina, sporco di sangue fino ai gomiti. Non c’era gentilezza nel tono della sua voce. Non c’era tempo per la gentilezza.

Ana era tornata a Donetsk ed aveva cercato un modo di dare una mano attivamente. Non potendo andare a combattere al fronte, non aveva mai imbracciato un’arma nella sua vita, aveva finito per prestare aiuto come volontaria nell’ospedale da campo a ridosso degli schieramenti militari. Era il luogo in cui venivano portate le vittime dei bombardamenti.

Ana uscì di corsa e, schivando la frenetica attività che sempre animava il campo dopo un’incursione, entrò nella tenda coi rifornimenti.

Si mise a cercare le bende e mentre apriva l’ennesimo scatolone notò un movimento furtivo nell’angolo del tendone militare male illuminato.

Si fermò e lo vide.

Era un ragazzino, poco più che un bambino, sporco e cencioso, seduto con la schiena appoggiata ad una cassa. La fissava terrorizzato.

“Hei piccolo, che combini?”, chiese Ana alzando le mani per far vedere che era disarmata. Era un riflesso che le era entrato automatico dopo i primi due giorni dal ritorno, fra posti di blocco ed intimidazioni urlate.

Il ragazzino non rispose, ma le sporse un fagotto.

Ana si avvicinò e, porgendogli le mani, fece per raccoglierlo “Che hai lì?”.

Svolse un poco il fagotto dalla coperta lercia di grasso e terra e intravide un groviglio di fili intrecciati ed altri oggetti di forme diverse. Infine, notò il filo che raggiungeva la mano aperta del ragazzino. Si scambiarono uno sguardo ed il ragazzino disse in russo, “Non si spegne, non so come spegnerlo”.

Ana aprì del tutto l’involto per trovarsi a fissare un intrico di fili colorati, un paio di led lameggianti ed un timer attivo.

Strappò il controllo al ragazzino che squittì cedendoglielo.

“Vai fuori!”, gridò Ana e, quando fu uscito, si mise ad urlare a squarciagola.

“Aiuto! Artificieri! Aiuto! C’è una bomba qui!”

Le sue urla d’allarme vennero coperte dall’inizio di una nuova incursione.

venerdì 1 settembre 2023

Recesione Starfiled - (Chiesta alle IA)


 Ho provato a chiedere a tre delle più famose IA di scrivere una recensione per Starfiled.

I motivi sono semplici.

- Non ci ho ancora potuto giocare

- Sono pigro

- Ero curioso di conoscere i risultati.

(Ma prima o poi ci gioco ed una recensione ci sarà)


Stessa domanda per tutti:

mi puoi scrivere una recensione del videogioco starfiled di bethesda di 5000 parole?




Ecco il risultato proposto da Google Bard:




Starfield: un'esperienza spaziale vastissima e ricca di possibilità

Starfield è il nuovo gioco di ruolo action open world di Bethesda Game Studios, sviluppato per Xbox Series X/S e PC. Il gioco è stato annunciato nel 2018 e ha generato un'enorme attesa da parte dei fan della serie, che hanno atteso per ben 25 anni un nuovo titolo di Bethesda ambientato nello spazio.

Starfield è ambientato nell'anno 2330, in una galassia conosciuta come The Settled Systems. Il giocatore crea un suo personaggio, scegliendo tra una varietà di razze, classi e abilità. Il gioco offre un'enorme libertà di esplorazione, permettendo al giocatore di visitare pianeti, città e stazioni spaziali.

La storia

La storia di Starfield è ambientata nel sistema stellare Halcyon, che è stato colonizzato dalla Terra nel 2310. Il giocatore assume il ruolo di un esploratore che deve indagare su una serie di misteriosi eventi che stanno avvenendo nel sistema.

La storia è ben scritta e coinvolgente, ma non è particolarmente originale. I giocatori di Bethesda Game Studios troveranno molti elementi familiari nei giochi precedenti della serie, come i dialoghi a scelta multipla, i personaggi carismatici e gli enigmi da risolvere.

Il gameplay

Il gameplay di Starfield è un mix di elementi da gioco di ruolo, sparatutto in prima persona e action adventure. Il giocatore può esplorare i pianeti a piedi, in auto o in nave spaziale. Può combattere contro nemici alieni, completare missioni e costruire il proprio insediamento.

Il combattimento è fluido e divertente, ma non particolarmente impegnativo. Il sistema di abilità è vasto e permette al giocatore di personalizzare il proprio personaggio in base al proprio stile di gioco.

L'esplorazione è uno dei punti forti di Starfield. I pianeti sono generati proceduralmente, ma sono tutti unici e interessanti da visitare. Il gioco offre una varietà di paesaggi, dai deserti ai boschi ai ghiacciai.

Le missioni

Le missioni di Starfield sono varie e stimolanti. Il giocatore può completare missioni principali, missioni secondarie e missioni di fazioni. Le missioni sono ben scritte e offrono un buon livello di sfida.

Il mondo di gioco

Il mondo di gioco di Starfield è vasto e dettagliato. I pianeti sono pieni di vita, con animali, piante e città da esplorare. Il gioco offre anche una varietà di stazioni spaziali da visitare.

Il comparto tecnico

Il comparto tecnico di Starfield è buono, ma non eccezionale. Il motore grafico Creation Engine 2 offre immagini dettagliate e realistiche, ma il gioco soffre di alcuni problemi di frame rate, soprattutto nelle aree più affollate.

Conclusioni

Starfield è un'esperienza spaziale vastissima e ricca di possibilità. Il gioco offre un'enorme libertà di esplorazione, una storia coinvolgente e un gameplay divertente.

I fan di Bethesda Game Studios troveranno molti elementi familiari nei giochi precedenti della serie, ma anche alcune novità interessanti. Il gioco è un'ottima scelta per chi è alla ricerca di un'esperienza di gioco di ruolo epica e coinvolgente.

Voto: 8/10

Punti di forza:

  • Mondo di gioco vasto e dettagliato
  • Esplorazione ricca e stimolante
  • Sistema di abilità versatile
  • Storia coinvolgente

Punti deboli:

  • Combattimento non particolarmente impegnativo
  • Problemi di frame rate occasionali

Consigliato a:

  • Fan di Bethesda Game Studios
  • Amanti dei giochi di ruolo
  • Chi cerca un'esperienza di gioco di ruolo epica e coinvolgente


Ora è il turno di ChatGPT:
Che ha risposto picche...


Mentre invece l'IA di Bing integrata nel browser di Microsoft?
Per lui zero sbattimento creativo, mi ha semplicemente riportato un'altra recensione (link)



lunedì 20 giugno 2022

GET BACK!


Io c'ero.

Devo ammetterlo.

Non sono poi molti gli avvenimenti storici ai quali posso dire di avere assistito, anche se la mia età mi suggerisce cose del tipo muro di Berlino, caduta dell'unione sovietica, la fine dell'apartheid, l'avvento dell'euro son quelli che mi vengono in mente ma soltanto perchè ricordo di aver pensato: "Questa è storia che finirà sui libri".

Poi vabbè ti capitano in mano i libri di terza media di oggi e vedi che ci sono gli smartphone e Facebook e lì tendi a ridimensionare un poco il concetto di storia... però! Ebbene sì c'è un però!

Però poi capita di vivere la storia in prima persona e rendersene conto e non riuscire a non pensare ad altro per troppo tempo quindi decidi che devi provare a mettere il tutto nero su bianco altrimenti poi te lo dimentichi ed invece poi così resta li e tu (forse) puoi andare avanti con la tua vita...

Anche se a dire il vero non vorresti farlo.

Perchè è stata una serata indimenticabile.

Almeno per me.

Era da tanto tempo che non mi capitava di fare così tanta festa, ed era tanto tempo che mi capitava di fare così tanta festa a Bra ed era ancora più tempo che non la facevo al Macabre, anche se non era "il Macabre", ma non so voi... ma io ne avevo proprio voglia. Voglia di fare festa.

Ne sentivo il bisogno.

Forse è perché stiamo uscendo da momenti difficili ed abbiamo la necessità di celebrarci un pochino. 

Forse perché semplicemente è stato un fantastico salto indietro di vent'anni che, di fatto, mi ha fatto ricordare che vent'anni non li ho proprio più, ma va bene lo stesso.

La serata di sabato scorso non finirà nei libri di storia, ma io la ricorderò per moltissimo tempo. E se mi avete incrociato sabato scorso lo so che vi state chiedendo come sia possibile che io ricordi qualcosa di quella serata... beh, semplicemente non mi conoscete abbastanza.




Ricordo tutto e lo ricorderò per tanto tempo.

Sopratutto ricordo che ho cercato di ringraziare il maggior numero di persone possibile perché è solo grazie al loro lavoro se quella serata è stata possibile.


Grazie ancora e grazie anche a quelli che non ho potuto ringraziare di persona.


E pazienza se il valore dei BPM (Birre Per Minuto) era bassissimo...

Piuttosto che il resto alla cassa era dato in gettoni per prendere birre (il che mi ha introdotto ad un turbinio alcolico di livello assolutamente irripetibile)...

Tutto ciò non ha importanza.

Le Macabre ha rifatto capolino e Bra, mi pare, ha risposto con gioia.

Quella gioia che commuove, da lacrime negli occhi.

Grazie ancora.

P.S.

E mi scuso se con molti son stato piuttosto logorroico.

Capita quando il cuore si apre ed esce roba che era chiusa dentro da troppo.

giovedì 21 aprile 2022

Terminator è dietro l'angolo


La notizia la riportano in molti.

Techradar, HwUpgrade, Toms

Algoritmi di intelligenza artificiale vengono utilizzati per ottimizzare le progettazione delle GPU.

Nello specifico.

Processi che prima venivano svolti da 10 persone in un anno ora sono svolti al 92% da un paio di GPU in "qualche giorno".

Senza considerare svariate ottimizzazioni e miglioramenti prestazionali ottenuti utilizzando altri algoritmi in altri processi legati alla progettazione delle GPU.

Cosa significa questo?

Significa che le prestazioni delle GPU saliranno di più e più in fretta , e mano a mano che saliranno saranno in grado di farlo sempre di più e sempre più in fretta ed in maniera sempre più automatica. Sempre di più, sempre più in fretta.

Ed arriveremo al giorno in cui a qualcuno verrà in mente l'idea balzana di collegare l'ultimo IA progettista ad un prototipatore et voilà!

L'apocalisse robotica è servita!

Non so se gioire o sussultare.

nel dubbio, se come me state aspettando di comprare una GPU... io aspetterei.

Ne vedremo delle belle.

mercoledì 13 aprile 2022

N modi per trovare delle scuse intelligenti per non scrivere e sopravvivere al rammarico.


Il titolo è quel che è perché poi li conterò, questi modi, ma se come me avete covato nell'anima il sogno di vedere prima o poi in libreria un vostro tomo, allora sapete che questo elenco è destinato a diventare parecchio lungo.
Perché?
Perché sedersi a scrivere è facile. Basta mettersi di fronte ad una tastiera ed iniziare a sanguinare.
(cit.)
(Non chiedetemi chi l'ha detto, ma vi assicuro che è dannatamente vero)

Avrete sicuramente notato l'ironia del momento.
Una volta qui si parlava di come e quando scrivere, ora di come fare a non farlo.

Potrebbe essere l'inizio della fine.
Che poi non fare una cosa è dannatamente facile.
Se è una cosa che provoca dolore sangue e sofferenza (vedere citazione precedente) dovrebbe esserlo ulteriormente no?
Ma se fare quella cosa è anche una necessità?
Scrivere per chi dentro di se crede di poterlo/doverlo/saperlo fare è quasi un obbligo.
Comunque io , in realtà, non ho smesso di scrivere. Sto solo continuando a pensare a quello che ho scritto immaginando come modificare / migliorare / terminare il lavoro.
Non si può smettere di scrivere.
Al massimo una pausa ogni tanto.

giovedì 20 gennaio 2022

MICROSOFT e ACTIVISION BLIZZARD. Cambierà tutto.

Ne hanno parlato tutti, ed io sono stato ad ascoltare con una certa attenzione.
Ho letto ed ascoltato tantissime opinioni, ma non ho mai visto una cosa che a me è balzata subito all'occhio.



Quella che vedete qui sotto è la classifica (in miliardi di dollari, e relativa all'anno fiscale 2020) delle top 10 industrie che operano nel mercato videoludico mondiale.





Microsoft era al quarto posto seguita a ruota dalla neo-acquistata Activision Blizzard.
Le prime tre posizione sono , basta leggere, Sony, Tencent e Nintendo.

Per approfondire un attimo chi sia il numero due della classifica vi invito a seguire questo link su Wikipedia.

Quello che mi preme farvi notare è che sommando i fatturati della grande M e di ACTBLIZ la nuova conglomerata balzerebbe immediatamente al secondo posto con un giro d'affari intorno ai 19.7 miliardi di dollari.
Senza considerare il fatto che in realtà il 2021 per Microsoft è stato (a quanto affermano loro) un anno spettacolare in cui questa cifra sicuramente è ulteriormente aumentata e senza, aggiungo, considerare l'aumento ulteriore derivato dall'altra acquisizione di Microsoft, ovvero Bethesda Studios , Zenimax ID e compagnia cantante...


Ora Xbox Studio è più io meno composta in questo modo:



La stessa rappresentazione di Sony è decisamente meno affollata...

Anche se si dovrebbe, per dovere di cronaca , rappresentarla così...

Notate qualche differenza anche voi?

Il problema è puramente di numeri , non di esclusive o qualità.

Qui si tratta di economia , perché è questo lo scopo primario dei contendenti in campo.
Come fare per fare più soldi?
Microsoft ha trovato la via del gamepass che presto sarà disponibile (grazie al gioco in streaming) ovunque e su qualsiasi dispositivo.
Sony fino ad ora ha continuato nella sua maniera classica: vendere console per vendere i propri giochi.
Si è aperta al mondo PC.
Sta cercando, forse, di rispondere al servizio GamePass di M col quello che sembra chiamarsi (in codice) project Spartacu... ma può davvero concorrere?

Lo scontro verso cui ci stiamo avviando è quello che c'è stato fra la televisione classica ed i servizi in streaming.
C'eravate? Ve lo ricordate?
Guardate ancora la TV o il telecomando lo utilizzate per aprire l'app di Netflix direttamente e basta?

Quando venderanno le TV con , oltre il telecomando, anche un bel Pad per giocare date un'occhiata al logo che ci troverete stampato sopra, allora saprete chi ha vinto la sfida che è iniziata giusto l'altro giorno.


lunedì 23 novembre 2020

Una nuova identità (Come sono diventato ammiraglio, imperatore di un sistema stellare e youtuber, ma resto umile)


Piccolo riassunto delle ultime notizie: ho aperto un canale youtube, sono diventato contrammiraglio, poi imperatore ed esploratore intergalattico.

Ok, ho sbagliato l'ordine. Cmq ho anche un bar / night club fra le mie proprietà.

Ok, le cose sono cambiate non poco, ma in effetti tutto questo è accaduto (in ordine differente) all'interno di un videogioco.. e nella lore narrativa che si è creata all'interno della comunità di videogiocatori / amici che si è venuta a creare...

Per molte persone è difficile da credere, ma in realtà, certi rapporti umani come l'amicizia e l'affetto, esistono anche fra persone che non si sono mai viste di persona. O anche una volta sola.

E certi rapporti sono sinceri e veritieri, anche se per molte persone sembra impossibile.

E per molte persone che fanno parte di una community "virtuale" (sopratutto in momenti di lockdown come questi) fra smart working e prolungate assenze dal luogo di lavoro, oltre all'impossibilità di incontrare parenti ed amici con la libertà con cui siamo giustamente abituati, avere comunque qualcuno con cui parlare, fosse anche "solo" un videogioco... ceh. E' cosa buona e giusta.


La "mia" community si chiama Alto Comando Flotta Stellare, ed è uno squadrone su un videogioco che si chiama Elite Dangerous.


E' li che sono diventato ammiraglio (essendo uno dei membri fondatori) ed è sempre li che sono anche diventato Imperatore, ma questo forse andrebbe spiegato un pochino meglio, anche perchè fa piuttosto ridere.

Nel gioco si conquistano sistemi solari all'interno di una galassia immensa... ad un certo punto della nostra "carriera" avevamo iniziato a nominare dei "governatori" che si sarebbero presi il compito di monitorare e segnalare eventuali necessità nel sistema sotto al loro controllo.

La scena fu del tipo :

Questo sistema solare lo prende tizio, quest'altro caio... e rimase fuori dai giochi un sistema di nome Dewikum

Che definire un sistema solare schifoso e sfigato sarebbe fargli un complimento.

Per non lasciarlo senza nessuno a prendersi cusa di lui decisi allora di farmene carico, ma pretesi il titolo di Imperatore... ed ora ci sono alcune decine di persone che mi chiamano @Imperatore.... che se ci pensate è piuttosto strano... ma mi fa sorridere.

Fatto sta che i governatori sono andati, ma l'imperatore resta.

E l'Imperatore ha ricomnciato a scrivere. 

(Sì ok, ma ora tiratela anche un pochino di meno)

Elite Dangerous ha una particolarità che per i molte persone è piuttosto uno scoglio, il fatto che sia completamente in inglese per molti è infatti un problema.

Oltretutto è un gioco con una curva di apprendimento davvero ripida ed ostica.

Ho deciso quindi di aprire un canale youtube sul quale pubblico i miei tutorial ed anche se anche li non riesco ad essere puntuale e sul pezzo come vorrei (il tempo è scarso e tiranno sempre e comunque) devo ammettere che qualche piccola soddisfazione me la sono presa e me la prendo tutt'ora (a proposito, ISCRIVETEVI AL CANALE!)

Detto questo; resto il solito scribacchino della domenica... solo con qualche anno in più e qualche acciacco in meno (li risolvo con la chirurgia, direttamente).


Vi lascio come solitamente chiudo i miei video.

Fly safe (volate sicuri)
Ci vediamo in bolla.

A presto.

mercoledì 9 settembre 2020

MANUALE DI SOPRAVVIVENZA PER GAMER CON FAMIGLIA



1 Il tempo in cui giocavi come e quando volevi è passato. Fattene una ragione. E asciugati le lacrime, perdio.

2 Il bip di accensione della play è il tuo peggior nemico, viene avvertito da moglie e figli a chilometri di distanza, peggio che gli alieni di Quiet Place. Mascheralo con un colpo di tosse o con lo scricchiolio della sedia.

3 Non puoi giocare a tutto, devi fare scelte dolorose e programmare come un manager. Salta i tutorial e le presentazioni.

4 Non puoi usare sempre la stessa scusa e dire che con le cuffie non hai sentito il bambino che piangeva. Lei si ricorda tutto e la pagherai.

5 Non chiedere mai alla tua ragazza "vuoi vedere un film?" mentre stai giocando, nella speranza di alleviare il tuo senso di colpa, perché la sua risposta sarà Sì e ti si spezzerà il cuore.

6 E' bello giocare con i figli, ma le probabilità che preferiscano giochi demmerda a quelli che ti piacciono sono troppo alte. Finché credono a Babbo Natale non devono credere all'esistenza dei videogames.

7 Se tua moglie è una gamer dovete trovare un titolo da giocare insieme, altrimenti sarà un bagno di sangue peggio della lotta per la Scozia di William Wallace.

8 Sfrutta la notte come un pipistrello, l'indomani sarai confuso ma più felice di Carmen Consoli.

9 Se mai dovesse capitare che moglie e figli sono, che so, in campagna o dai nonni, non farti trovare impreparato: aggiornamenti dei giochi fatti. Birra e cibo sgrauso pronti nel frigo. Cuffie e pad e qualsiasi altro device a pile carico a manetta. Non c'è un domani, ci sei solo tu e i ventidue giochi che non sei riuscito a finire negli ultimi anni.

10 Se giochi online devi accettare il tuo destino. Tuo figlio rimarrà con la testa incastrata nel cesso proprio mentre al decimo tentativo stavi battendo un bimbominkia sloveno, il quale, mentre disincastri tuo figlio, continuerà a bullarsi in cuffia di averti battuto anche questa volta.

11 Ho parlato solo al maschile, ma la versione femminile è uguale, con l'unica differenza che mentre giochi devi anche spiegare a quel troglodita perso in uno strano luogo, che poi sarebbe casa sua, dove sono il cibo, i vestiti, i figli...

Rubato da una chat. 
Fonte anonima. 
Grazie Brigata 

venerdì 4 settembre 2020

Troppo tempo!Troppo tardi?

Troppo tempo, troppo tardi.

E' dal 2017 che non scrivo nulla?!


Non è propriamente vero.
Non è dal 2017 che non scrivo, ma è anche vero che dal 2017 di acqua, sotto ai ponti, ne è passata davvero parecchia.

E sopratutto è che quello che scrivo (principalmente racconti) li scrivo e li tengo per me.

Il progetto CMDR COK7SETTE (canale youtube che linko prontamente) mi ha preso molto tempo.
Tra Altro Comando Flotta Stellare e tutto il resto mi sono reso conto che non passavo da queste parti da tanto, troppo tempo.

Ho riaperto blogger.com perchè... perchè ho aperto un altro blog.

Un progetto di cui è presto parlare, ma che parte strutturato e che sorprenderà molti. Sorprende me stesso, quindi non potrà essere altrimenti, sopratutto per tutti coloro che mi conoscono personalmente.

Ma è una cosa non solo mia nella quale ci stiamo impegnando parecchio, e che sarà divertente e stimolante sotto molti punti di vista.

Nel frattempo la vita continua.
Ho cambiato lavoro, ho cambiato vita... sarebbe meglio scrivere, ma sto bene e mi sento bene.

Il livello di stress si è abbassato e la vita scorre piacevole, stranamente, pandemia globale a parte.

Ho nuove energie, ho voglia di fare cose ed quindi da questo rinnovato vigore che mi rendo conto di voler fare anche altro. 

Perché ho le energie per, almeno, provarci. 

Incuriositi? 
Anche io. 


lunedì 23 gennaio 2017

PSVR, la fine della fine della vita sociale?! Forse no... (Plasyation VR recensione)

INTRO

La realtà virtuale, questa sconosciuta. 
Ai più forse, io la conosco fin troppo bene.
Sono vent'anni che ci sbavo dietro. 
Anzi, per essere precisi, è dal 1992 che la mia salivazione va in tilt di fronte all'opportunità di immergersi completamente in un mondo virtuale.
Proprio in quell'anno uscì nelle sale il film "Il tagliaerbe", tratto da un racconto di Stephen King.


Ovviamente, visto l'autore, l'idillio tecnologico va presto a scatafascio ed il tutto finisce ovviamente malissimo, ma io non mi sono mai fatto scoraggiare dalla possibilità che qualche manciata di connessioni neurali potessero andare a farsi friggere. Tanto una più una meno... oramai il danno è fatto.

A CHE PUNTO ERAVAMO

Non è facile spiegare la situazione del mondo VR a chi non l'ha seguita, come me, dall'inizio. Prima di tutto è necessario che le persone sappiano che per poterne usufruire è necessario indossare un visore.

Provate a cercare "VR HEADSET" su google immagini e capirete quanta roba c'è già disponibile sul mercato in questo momento.

Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Dai visori super economici in cartone (nei quali ovviamente va inserito uno smartphone di ultimissima generazione) a veri e propri mostri che, accessori inclusi, sfiorano i mille euro.

Tralasciando la roba da utilizzare coi telefonini proviamo a concentrarci su quelli che invece ci interessano davvero e fino a poco tempo fa il mercato era quasi esclusivamente nelle mani di due visori.

L'Oculus RIFT ed l'HTC VIVE.

Sono sul mercato da alcuni mesi ed offrono entrambi ottime sensazioni, sono tecnicamente all'avanguardia ma ci sono pro e contro, il primo fra tutti è che per farli funzionare ci vuole un PC di fascia decisamente alta, parliamo (da nerd a nerd) di spendere ALMENO 1500 euro solo per il PC.





E solo se volete accontentarvi.
A questa cifra si aggiunge ovviamente il costo del visore che varia dai 699 euro per il primo a 899 per il secondo... son davvero tanti soldi, ma sono soldi spesi bene, se l'obiettivo vostro è quello di immergervi a piedi pari dentro una realtà alternativa... anzi, a ben vedere forse non sono nemmeno poi molti.

Ma poi, solo il 13 ottobre scorso, è arrivato lui.
Il Playstation VR, e tutto è cambiato.


Il terzo incomodo

Il Playstation VR prova a rispondere due domande.
La prima è : "E' possibile portare la realtà virtuale nel salotto buono di casa nostra?"
La seconda : "E' possibile farlo senza costringerci ad accendere un mutuo?"

La risposta alla seconda domanda è tutto sommato "Sì".
Con 400 euro vi portate a casa il visore.

Certo, per fare in modo che funzioni vi toccherà spenderne almeno un altro centinaio in accessori come la telecamere ed i puntatori, ma stiamo parlando di una cifra decisamente più sostenibile.

Sopratutto se doveste partire "da zero" il confronto non regge paragoni.
Ora come ora una Playstation 4 (questa è la console che dovete possedere per utilizzare il VR) la portate a casa per una cifra che si aggira afforno ai 350 euro, anche meno se prendete la nuova appena uscita in versione SLIM.

Facendo la somma col costo del visore siamo su un totale di 800 euro che pareggia da solo il costo del solo HTC VIVE.. Non c'è paragone insomma.


Ma non è di soldi che stiamo parlando

Quello di cui stiamo parlando è l'esperienza, è la sensazione di immersione, non disquisiamo ne di fattori economici (oggettivamente importanti) ne di questioni tecnologiche (che i nerd come me apprezzano e non poco).

Quello di cui voglio farvi capire è che anche se tecnologicamente "meno" rispetto alla concorrenza il suo lavoro lo fa estremamente bene, ed i vari giochini inclusi nel pacchetto permettono di iniziare a passare una certa quantità di tempo dentro ad una realtà effettivamente differente.
Ma non isolati dal resto del mondo, questo è da tenere presente!

Realtà virtuale e rischio di totale estraniazione vanno di pari passo... è inutile nasconderlo. Immaginatevi i ragazzini che già ora passano davanti ai videogiochi mezze dozzine di ore di fila... ecco, ora infilategli la testa in un visore per la realtà virtuale ed il danno è fatto.

Alla Sony hanno considerato il rischio ed in fatti il visore, dalle applicazioni che decidono di farne un utilizzo intelligente, è utilizzabile come un vero e proprio secondo schermo che può mostrare immagini differenti fra la TV ed il visore.. in sostanza anche i poveretti che sono senza casco, ma che sono seduti li accanto a voi posso interagire nel gioco in corso... certo, non tutte le applicazioni funzionano in questo modo, ma è qualcosa in più che non mi aspettavo e che mi ha davvero impressionato e divertito.

Non di sola tecnica vive il nerd, ma...

Ma per farvi capire in cosa il VR giapponese sembra sbaragliare la concorrenza bisogna per forza aggiungere nel discorso due fattori di paragone che non sono assolutamente evitabili.
Il tracking (o meglio la precisione nel riconoscimento dei movimenti) ed il Lag (ovvero il ritardo nella risposta ai movimenti).

Il VR si comporta davvero bene.

Certo, leggendo le varie specifiche si scopre facilmente che la risoluzione del monitor è la peggiore delle tre e che il tutto dovrebbe essere meglio, ma il fatto è che abbastanza!
E poi il tracking è precisissimo e funziona benone, il Lag è inesistente.
Ho giocato ore e non ho mai avuto nessun problema di mal di mare.

Concludendo

il VR della Sony si comporta abbastanza bene, anzi più che discretamente.
Non sarà il top della tecnologia oggi disponibile, ma personalmente mi basta e mi avanza.

Putroppo

Putroppo però, perchè c'è un però, qualcosa ancora manca e la pecca non è da ricercare nell'hardware, ma nel software.
Al momento, per quanto il numero di giochi ed esperienze (anche gratuiti) non sia niente male, manca ancora quella killer app, quel giocone della protomadonna... insomma, manca ancora uno Skyrim (ma mi accontenterei pure di un Oblivion) totalmente in VR... a quel punto sì che mi toccherebbe dire addio alla vita reale.


sabato 10 settembre 2016

Batman VS SUperman . Dawn of Justice - Recensione

Chi mi conosce lo sa, lo sa che io Ben Affleck proprio non posso tollerarlo in ogni sua forma espressiva.
Non riesco a perdonargli Daredevil, e lo so che forse poi non è stata tutta e solo colpa sua, ma proprio non mi riesce di essere razionale quando si parla di Ben, quindi questo film non ero andato a vederlo al cinema, mi sono rifiutato, e dire che da Nerd dei Nerd non mi sarei mai e poi mai potuto tirare indietro, sopratutto alla luce del fatto che nel mio passato ho letto molto i fumetti della DC, sopratutto quelli di SUperman.
Ricordate quando si trasformò in pura energia azzurra e viaggiava nei fili del telefono? Beh io sì.
Che brutto momento per l'uomo in calzamaglia (No, non parlo di Roberto Bolle).
Poi a me il film del 2013 (L'uomo d'acciaio) era piaciuto parecchio, oltretutto l'uomo pipistrello è il personaggio protagonista di uno dei miei film preferiti in assoluto!
Parlo del The Dark Knight del 2008 di Nolan, ovviamente....
Quindi no, non ho visto il file quando uscì nelle sale solo ed esclusivamente perché fra gli attori protagonisti c'era Ben.

Ben Affleck.

Il solo pronunciare il suo nome mi provoca le stesse sensazioni di disgusto e di rifiuto che mi ritrovo ad affrontare quando devo parlare coi miei capi sul lavoro...

Allora perché l'ho guardato?
Semplicemente perché ho invece visto recentemente Suicide Squad e, non credo di rovinarvi nulla se ve lo dico, il film si basa interamente su un fatto molto semplice, ovvero la morte di superman.

Lo ammetto, non lo sapevo / non ricordavo / ho "letto" morire superman così tante volte (almeno una mezza dozzina) che non me lo aspetravo, non ero preparato, non ero informato.
Dannato universo cinematografico coerente, ti obbligano a vedere tutti i film in questo modo, anche quelli con Ben Affleck.

E' stato in quel momento che ho preso la decisione di vedere questa pellicola (in streaming, a scrocco, ma per completezza tanto mi toccherà comprare anche il DVD / BluRay quindi mi sento solo parzialmente in colpa, però aspetto che cali ancora un pochino di prezzo).

E che film mi sono ritrovato a vedere?

Mel Gibson, alla mostra del cinema di Venezia, l'ha definito un cazzata / cagata, non saprei, il commento era censurato. Giusto Mel, anche i tuoi ultimi film lo sono, e se è vero che per riconoscerne uno ce ne vuole un altro uguale è possibile che tu abbia parlato in maniera coerente. Complimenti per la barba e le ascelle pezzate a proposito.

Diciamo solo che mi sono mancati Jack Nicholson ad interpretare il Joker e Danny De Vito a pinguinare in giro tanto era lo sconforto iniziale, ma devo anche ammettere che le botte ignoranti che si scambiano i due "eroi" non sono affatto male, e la storia non è da buttare via e , lo ammetto, quando Clark inizia a menarle a Bruce un sorrisetto sornione è sbocciato sul mio viso.

Se le meritava tutte le botte che ha preso...
:)

Devo dargli un voto?
Devo proprio?

Allora 3 faccine scazzate su 5.

Ma solo perché Wonder Woman è una gran figa.


venerdì 9 settembre 2016

Self publishing, questo sconosciuto






Prendo spunto da questo interessante e rivelatorio articolo di bookblister per dire la mia sul sef publishing.







-



Il self publishing (offerto in mille salse ed in mille opzioni da innumerevoli "editori", anche se farei meglio a definirle copisterie, con tutto il rispetto per le copisterie) mi ha attirato non poco, e tutto sommato, anche dopo aver letto l'articolo di Chiarata devo ammettere che un poco ancora mi lusinga.
Si perchè nonostante le innumerevoli difficoltà ed i probabili fallimenti, nonostante l'immagine da perdente represso che ne viene fuori, devo ammattere che i miei sogni di gloria continuano a farsi solleticare con una certa malizia da certe possibilità.
Nella mia fervida immaginazione continuo a vedermi come uno dei pochi che alla fin fine potrebbe farcela.
Mi immagino di poter diventare un successo editoriale spontaneo grazie al passaparola dei miei lettori, in primis, ma sopratutto grazie alla eccelsa qualità dei miei scritti.

Tutte cazzate, lo dico sinceramente. Son tutte seghe mentali di uno (il sottoscritto) che non avendo più il tempo la voglia e le energie per fae il mestiere cha fa in questo momento cerca di trovare un modo qualsiasi una scappatoia da una vita che non lo soddisfa. Lavorativamente parlando ovviamente. E che (gli pare) di avere un certo talento nella scrittura.

Almeno dicono così.

Resta il fatto che, fra il lustro ed il brusco, terrò ancora presente l'opzione autopubblicazione, ma prima cercherò di trovare un editore semiserio che faccia al caso mio e che si occupi di tutti quei dettagli che io non potrei seguire.


Nella speranza di trovare il tempo di finire finalmente qualcosa... ovviamente.

martedì 26 gennaio 2016

Non è che non ci penso...

Ci penso ci penso...

E scusate per la latitanza, ma , davvero, è stato in periodaccio di quelli pesanti sul serio. Non mi piace (troppo) lamentarmi, ,ma se reputo di averne il motivo non mi tiro indietro, ma anche così non subito.

Non mi lamento subito, prima ci penso su bene, con attenzione, e ritratto.. spesso e volentieri ritratto anche quando propongo a me stesso le mie sesse lamentele....

Vi ricordate di me?
Son quello complicato.... spesso inutilmente.
Son quello che vorrebbe fare di mestiere lo scrittore, ma che il più delle volte arriva a casa troppo stanco anche solo per pensare di mettersi seriamente a scrivere (e quando cerca di farlo il mondo gli rema inesorabilmente contro, ma questa è un'altra storia, un'altra lamentela). 
Sono quello con due romanzi e mezzo nel cassetto (divisi per quattro) e che bel dubbio ne ha iniziato un quinto. 
Ho fatto un calcolo. Se riuscissi ad essere continuativo ne avrei già scritti almeno otto. 
Non posso esserlo però. Non fa parte del mio essere. 
L'unica cosa che mi riesce di fare continuativamente è lamentarmi. 
In ritardo ovviamente. 




sabato 7 novembre 2015

Vecchi acidi, ragazzine in trappola e compositori onirici

Questi sono i miei tre nuovi personaggi. Piacere. Che bello.
Ora devo solo trovare l'occasione di farli incontrare e tutto andrà per il meglio.

sabato 31 ottobre 2015

Dolcetto o scherzetto

Tristezza e mestizia.
Una volta sarebbe finita tutti ubriachi a schifo nei peggiori bar di Caracas.

Ora invece ti emozioni accompagnando un'orda di cavallette bipedi in giro per il paesello.

Il tempo passa.

TGIF

Settimana pesante, inutile negarlo. Una delle settimane più pesanti degli ultimi mesi di settimane pesanti.
Mi viene da pensare che oramai, avendo io una certa, sia giunta l'ora di cambiare qualche aspetto della mia vita.
Il punto però non è questo. Il punto è che dopo una settimana pesante arriva (finalmente?) il fine settimana e tu vorresti riposarti. Svagarti. Dormire magari... Invece no.
Invece poi c'è il resto della vita che sembra quasi aspettare te per andare avanti. Gli impegni si accumulano e tu, non sapendo più nemmeno da che parte iniziare per venirne a capo lasci perdere tutto e non concludi un cazzo.
E non dormi, non ti svaghi e non ti riposi.
E la settimana successiva è peggio di quell'infernale susseguirsi di giornate terrificanti che hai appena subito.
Non sono io a parlare... Sono le mie cervicali in fiamme.

L'ho detto che Halloween mi carica a bestia?
In realtà quest'anno avrei anche un'idea divertente per spaventare a morte i bambini... Ma non ho il tempo di realizzarla...

Disdetta.

sabato 24 ottobre 2015

La carta funziona

Ho capito una cosa.
Per farlo c'è voluto del tempo, quasi un anno. Un anno passato a non scrivere. In realtà quasi due.
Ho avuto da fare, molto. Sul lavoro e a casa, ed a certi livelli di impegno non è facile trovare le energie per mettersi di fronte ad uno schermo e scrivere.
Per quanto di idee c'è ne siano eh! Il cervello non si ferma, ma ho capito che, per superare il blocco da schifo per il PC, dovevo tornare al cartaceo.
Ho abbandonato i quadernetti per i quadernoni e ieri sera, finalmente, ho ricominciato a scrivere.
Inutile dire che stanotte ho dormito davvero bene.

Certo c'è se non avessi continuato a scrivere durante il sonno...

venerdì 18 settembre 2015

LO HOBBIT - Trilogia - Recensione massivamente tardiva


Grazie a Sky ho potuto recentemente immergermi di nuovo nello sconfinato mondo di Tolkien e dopo il dovuto passaggio attraverso la trilogia dell'anello (sempre cara) ho rivisto i primi due capitoli dello Hobbit.

Che dire, li avevo già visti al cinema e da "cultore" della produzione letteraria del buon vecio non avevo granché apprezzato il cambio di atmosfera, le aggiunte inutili e gli svarioni della trama... ma li avevo tollerati...
Ora non saprei dire di preciso il perché ed il per come, ma non mi era sembrato giusto tuonare e scaricare, su un'opera non ancora terminata, la mia ira funesta...

Ieri sera ho "iniziato" la visione della battaglia delle 5 armate (anche se ora come ora ne ho contate solo 4) e... sì, avete letto bene. Ho iniziato, perché non sono riuscito ad andare oltre alla scena un cui l'agente Smith  in tenuta elfica da battaglia prende a katanate (coadiuvato da un Saruman che manco Bruce Lee) i 9 nazgul per poi essere salvato in corner dal ritorno dei medesimi (con tanto di Sauron in persona niente popò di meno che.. sticazzi!) ... 

Emm, mi son perso...dicevamo...

...salvato in corner da una Lady Galadriel che manco la ragazzina morta che esce dal pozzo di The Ring (cha paura!) per poi far decollare il missile Sauron verso le terre dell'Est ("dicono "in esilio").

Ho spento quando Saruman dice "Lasciate Sauron a me!".

Manca ancora un'oretta circa alla fine del film e sinceramente non so che fare.

Lo guardo o lascio perdere e mi butto sulla puntata di X Factor le audizioni di Bologna 2015?

Nel dubbio domani a pescare...


giovedì 27 agosto 2015

Un tunnel blu a forma di bolla

Ne discutevamo in ambiente famigliare... Ovvero la necessità di acquisire (e mantenere aggiungo io) una "bolla".
Spirituale, mentale, metafisica... definitela un po' come più vi aggrada, ma in sostanza trattasi un po' come il concetto della caverna dove poter incontrare il vostro animale guida (pinguino) tanto caro al buon Tyler Durden di fight club...
Una sorta di parentesi dall'esistenza dal quale poter osservare i fatti che ci attorniano in modo distaccato e rilassato, un luogo dove poter rigenerare in modo immediato la propria pace interna.
Nella mia bolla ci sono un lago, una canna da pesca e qualche insetto fastidioso...

In sostanza una nuova scusa per non scrivere...


venerdì 5 settembre 2014

Sorry



Mi scuso per l'assenza...anzi no. 

Non mi scuso, perché ho avuto da fare cose importanti e quindi non mi devo giustificare... 

Resta però il fatto che non mi riesce di trovare il tempo per scribacchinare il dovuto qui e quindi, per quello, sì mi scuso.

Ma fra ristrutturazioni immobiliari, traslochi e mille altri casini direi che non è stato proprio possibile fare diversamente.

Non prometto che scriverò di più, perché poi non mantengo come diceva la buona Ambra, ma ci proverò.

Anche solo per comunicare al mondo che esisto ancora.

Ma, davvero esisto ancora?