lunedì 27 febbraio 2012

Hotel Cascina Canova Uggiate - Recensione

E' dannatamente raro.. ma a volte capita...
Entri in un albergo convenzionato cliente (a prezzo oltretutto assai interessante) e ti trovi una camera come questa...
Prego ammirare la foto, fare "OOOOOOOOOOOOOO!"

E' assurdamente raro... La norma è assolutamente un'altra.
Posti vecchi e fatiscenti o quasi.
Puliti almeno? Spesso poco e male.. e poi invece.. quando lavorativamente ti ritrovi in una situazione pessima se non disastrosa e ti senti decisamente giù di morale ed hai bisogno di qualcosa che ti tiri su... a volte ti capitano queste botte di culo. Perché è questo che sono, botte di culo. E' giusto dargli il nome che si meritano.
Posto molto bello, pulito, nuovo, persino elegante (tanto che mi sento dannatamente fuori posto)
Personale molto gentile ed il tutto a prezzo (con convenzione ovviamente) più che ragionevole.
E poi c'è il ristorante interno, che non è una cosa da buttare via proprio per niente, sopratutto se dopo una giornataccia di lavoro infame non hai proprio più voglia di saltare di nuovo in macchina in cerca di un posto decente dove mangiare.
E poi c'è pure la pizzeria nello stesso cortile che in 20 secondi se non vuoi mangiare con la musica classica di sottofondo (l'avevo detto che era un posto elegante) puoi mangiare in un ambiente un filino più disteso e rilassato, anche se pure li i camerieri sono in frac porco giuda!
E poi è vicino ad una strada che la sera non è poi così trafficata e quindi si dorme benone.
E poi (a proposito del dormire benone) letti comodi, materassi comodi, coperte calde, camere non assurdamente calde.
E poi.. è un posto pulito e BELLO!
Insomma...
Mi caro Hotel Cascina Canova.. sei un 4 stelle? Io te ne do 5!
E son ben felice di dartele!

Ora resta solo un quesito.
Idromassaggio sì o idromassaggio no?

Perché lo so, farò un casino. Acqua ovunque...

(tempo dopo)
Ho scoperto che se si fa attenzione non è così un casino!
Passate esperienze m'avevo portato a pensare che l'idromassaggio fosse una roba inutile e discutibile valida solo per versare ettolitri d'acqua sul pavimento del bagno ed invece, dopo pochi minuti passati nel ribollire, mi sono talmente rilassato che quando ne sono uscito avevo le gambe che facevano Giacomo Giacomo.
Unica pecca (perché una LA DEVO trovare)?!
Avvertite che quella trappola rilassante c'ha pure le lucine che sberluccicano! (Mi avvisano dalla regia che trattasi di cromoterapia)
Minchia, ho chiuso un attimo gli occhi e quando li ho riaperti mi sono sentito in discoteca!
Nudo e ricoperto di schiuma oltretutto.
Son spaventi!

Rischiare, ma col materasso...

Buttarsi in qualcosa, ma avendo la possibilità di avere un ripiego qualsiasi.
Tentare il salto mortale, ma con la rete di sicurezza.

A parte il fatto che, a sto punto, dove andrebbero a finire eccitazione ed adrenalina... il gusto della sfida... L'eccitazione dell'ignoto, ma sull'onda del "sono un trentacinquenne con la testa fra le nuvole ma coi piedi per terra, ammazza quanto s'ò alto" ho finalmente capito.

Certe cose le fai davvero se hai un materasso, una soluzione di ripiego, un fondo d'accantonamento strapieno di soldi o papino che ti finanzia.
Il materasso ce l'ho, sarebbe da cambiare, non e la fa più, e dopo 3 anni 3 di pisciate naniche inizia pure a fetere leggermente, ma ce l'ho. Non è decisamente il genere in questione ma ce l'ho. Però non vale, ho capito, non vale.
Papino non mi finanzia di sicuro.. massimo rispetto reciproco, non ci piove, ma no.. per un salto nel buoi no.. non posso contarci.


Il fondo d'accantonamento per esserci c'è e resiste imperterrito alle nostra continue minacce di prelievo ad ogni minima spesa imprevista... ma non basta, non può bastare, non basterà mai.... è fatto per quello lui, non bastare mai... così tu ti senti inadatto e continui (o almeno ci provi) a rimpinguare costantemente...
In attesa di una bella tassa o di un default della banca, tanto per stare allegri.


E torniamo a parlare di "maturità". E torniamo a parlare di "diventare grandi". Essere seri, responsabili, posati, concreti... a torniamo a parlare della terrificante noia che tutti questi concetti invariabilmente richiamano nella nostra mente.
Che poi propriamente noia non sarebbe nemmeno. Meglio dire insoddisfazione. Meglio dire piattezza e prevedibilità. Meglio dire e non fare, perché volenti o nolenti, senza un materasso adeguato, certi colpi di testa sono in pratica impossibili.


Perché volenti o nolenti seri, responsabili, posati e concreti ci tocca esserlo.
No avventura, no eccitazione.


Ed allora evadiamo dalla "tristezza" e dalla "piattezza" delle nostre vite serie, responsabili, posate e concrete. E lo facciamo nel modo più sicuro e meno eccitante a cui oramai siamo assuefatti. Film, libri, programmi televisivi, videogames a quello servono. A darci un brivido anche minimo. A farci sentire diversi, differenti. Differenti da noi sessi, da chi o cos'altro vorremmo esserlo?
Non realizzati, ma "realizzabili". E finiamo per sognare cose di cui in realtà non dovrebbe interessarci nulla.
Finiamo per sognare di possedere cose costose o di visitare luoghi esotici.
E per quanto possano essere esotici e remoti i luoghi che visiteremo o per quanto possano essere costose ed esclusive le cose che desidereremmo possedere saranno tutto che più alla nostra portata rispetto alla vera realizzazione di noi stessi, che poi è quello a cui dovremmo aspirare.


Seguendo il semplice assioma che recita Realizzazione = Felicità = Serenità è logico aspettarsi che chi riesce in questa operazione sia più felice e sereno di chi non riesce a realizzarsi, ma è vero anche l'inverso.
Se invece che dalla Realizzazione partiamo dalla Serenità?
Non Serenità come derivazione della felicità come conseguenza diretta della Realizzazione.
Se uno si "rasserenasse" rendendosi conto che i propri desideri sono, magari momentaneamente, irraggiungibili e decide di aspettare magari in attesa di un materasso degno di questo nome?
Allora un potrebbe essere felice anche senza essere Realizzato.
Un potrebbe anche andare avanti con la propria vita sapendo che, prima o poi, avrà la sua occasione di fare il colpo di testa. Preparando magari il terreno, o studiando per l'occasione.


Si tratta in pratica di rassegnarsi a "sognare di sognare".
Si tratta in pratica di rendersi conto che anche sognare non è una cosa adatta a tutti, non sempre, non ovunque.


Quantomeno sognare di fare un colpo di testa.. quello è meglio metterlo nel cassetto in attesa di giorni migliori.


Che sogno hai nel cassetto?
Nel cassetto ho un cassetto pieno di altri sogni.

mercoledì 22 febbraio 2012

Sconfiggi la noia in 13 mosse astute

Sull'onda dell'inaspettato successo di questa lista...

Ecco a voi un'altra inutilissima, probabilmente deleteria, assurda ed insensata lista di "mosse astute" per sconfiggere la noia devastante che ci assale quanto, haimé al plurale, ci tocca necessariamente occupare il nostro preziosissimo tempo in attività noiose o ripetitive.

Lavorare, studiare, vivere, ecc...


1 - Farlo
E' forse l'unica vera cosa astuta da fare per sconfiggere la noia.
Non parlo per lo studio (mai fatto) ma per il lavoro è il modo migliore per far passare il tempo.
Poi vi pagano pure per farlo. A ben pensarci la cosa ha i suoi vantaggi. Certo, uno deve metterci necessariamente la voglia e nel caso quest proprio non pervenga la soluzione non può essere che una qualsiasi di quelle sotto proposte.

2 - Fare finta di farlo
Non sempre attuabile, normalmente altamente lenitivo per la propria carriera (lavorativa o scolastica che sia) non è aperto cazzzeggio, quello lo tratteremo più avanti.
Prevede nervi saldi e concentrazione. Riflessi ferini e capacità di adattamento degna di un novello MacGyver.
Ma è stancante! Logorante!
E rischia di essere noioso quanto il compiere le azioni che si sarebbe in teoria tenuti a compiere.
Che poi il lavoro resta da fare lo stesso. Difficile che per miracolo (dannato spirito santo, dove sei quando ci servi!) intervenga in nostro soccorso.

3 - Fare finta di fare finta di farlo, ma farlo realmente
Anche definita "mossa sadomaso" questa mossa astuta è da veri autolesionisti.
Non si tratta tanto di sfiancarsi nel far finta di espletare la funzione, no è peggio.
Implica situazioni in stallo a base di orgoglio.
Necessita di probabili faide in corso fra colleghi o superiori.
"Non lo faccio gnegnegne!" ma poi tanto lo fai lo stesso che sennò tanto, e lo sai pure tu, nella M maiuscola chi ci finisce?
Doppia razione di stress assicurata, e da quanto stress è sinonimo di noia?

4 - Cazzeggiare apertamente
Necessita paraculo di immani proporzioni.
Non solo non hai palesemente voglia di farlo, ma non hai paura di farlo sapere al mondo, e te ne freghi delle conseguenze.
Bravo, hai le palle...

5 - Cazzeggiare di nascosto
E' quasi come il punto due di questa fantastica lista. Non fai ma fai finta di fare. Però con meno stress. Da quando cazzeggio è sinonimo di stress?

6 - Coinvolgere amici e colleghi al cazzeggio
Cosa c'è di meglio di non fare quello che si dovrebbe fare se non farlo in compagnia?
Godendo insieme ad altri del gusto torbido dell'illecito compiuto in massa.
Mal comune mezzo gaudio? Sbagliato!
Mal comune.. gaudio doppio!

7 - Autismo
Ti metti in un angolo e ripeti ossessivamente la locuzione "gattopappa" fino alla perdita della coscienza e del senso del tempo. Unico problema serio: nella clinica psichiatrica nella quale passerete il resto dei vostri giorni non avrete altro modo per sopravvivere alla noia.

8 - La soluzione Social
Prendi un PC o altro apparecchio atto od adattabile alla ricezione di segnale a banda larga e via di social network (e di canone Rai). Il tempo passa, ma lascerete inequivocabili tracce del vostro passaggio.
Altissima probabilità di sgamo.

9 - Inventare inutilissime, deleterie, assurde ed insensate liste
Nel farlo sembrerete molto impegnati nel vostro lavoro e quindi equivale quindi al punto 2, ma probabilmente produrrete qualcosa di altrettanto inutile e noioso quanto quello che avreste dovuto produrre comportandovi produttivamente.
10 - Inventare inutilissime, deleterie, assurde ed insensate liste. Lavorando/studiando
Implica la possibilità di poter mettere in attesa il cliente per il tempo necessario a finire di sciogliere un periodo particolarmente complesso e dalla punteggiatura disastrosa.

11 - La soluzione ferramenta
Detta anche "Martellate sui cosiddetti"
Come la 7 vi mettete in un angolo e, tranquilli, senza che nessuno vi disturbi, potrete prendervi a martellate autolesionistiche fino all'ennesimo arrivo della neuro. unico problema, nella clinica psichiatrica non potrete continuare a farlo. Vi toglieranno il martello e comunque è difficile martellarsi i cosiddetti con la camicia di forza.

12 - Fuga
Prendete un bel respiro e poi mettetevi a correre alla massima velocità consentita dal codice della strada.
Meglio se urlando a squarcia gola "Arrivano i teteschi!"


13 - Suicidio
E' la sola ed unica soluzione definitiva.
Non sarete mai più annoiati da nulla.
Neppure da stupide ed inutili liste senza significato

martedì 21 febbraio 2012

Il post-IT azzurro

Era un po' che avevo qualcosa che mi frullava in testa.
Come un ricordo, ma non un ricordo.
Come una sensazione, ma più sottile e sfuggente.
Come una vaghezza, una qualcosa... chissà che.

Fortuna che ci sono loro, i Post-IT azzurri.
Che ti fermano forzatamente al casello dell'autostrada e ti ricordano cosa avevi scordato di ricordare.
Per esempio, di rinnovare la patente.
E per fare in modo che tu non te lo scordi mai più fanno che ritirartela per partito preso.
Grazie Post-IT azzurro che viaggi su una Volkswagen Passat del medesimo colore.
Ti ringrazio vivamente. Hai fatto il tuo lavoro.

Ora io sono nella M maiuscola, ma non te ne faccio una colpa.
O tu Post-IT turchino.

Ora io non so bene come gestire questa situazione, ma non è una tua responsabilità.
Sei pure stato gentile, o piccolo pezzetto di carta appiccicosa mai quanto basta.

Ora io... be, ora io mi do del deficiente da solo e credo proprio che il prossimo rinnovo della patente si incastonerà a fuoco vivo nelle mie meningi.. indelebilmente...

Nel caso me lo segno sul calendario di google che è meglio.

lunedì 20 febbraio 2012

Strano fine settimana (botta di felicità? Cazzomene)

Mi sono svegliato sabato mattina trentacinquenne fatto finito e mi son ritrovato sereno e tranquillo.
Un sensazione strana.
Una pace.

Sensazione che provo ancora oggi, ora, adesso. Persino mentre scrivo.

Non lo nascondo, Questi 35 han fatto una certa impressione.
Non lo nascondo. Questi 35 mi hanno più impressionato dei 30.

Questi 35 li ho vissuti come un vero traguardo credo.
35 anni non sono tanti, ma nemmeno pochi.
35 anni sono il famigerato “mezzo del cammin di nostra vita” mi dicono. (sinceramente ricordavo un numero diverso, ma va bene lo stesso)
35 anni e cosa ho combinato?

Oddio! No!
Nessun bilancio!
Lungi da me! Non è questa l’intenzione!
E’ solo che tutto sommato forse, se davvero decidessi di farlo, sarebbe un bilancio positivo.
E quindi, anche se non lo faccio, so che posso essere felice.
E quindi lo sono.

Certo, qualcosa che non va c’è e ci sarà sempre.
La nostra non è una vita perfetta.
La mia non lo è di certo, ma credo di aver deciso di smettere di lamentarmi e darmi una mossa.
O meglio, di prendermela più con calma.
Che sembra una contraddizione in termini, ma  ho deciso che non è così, sull'onda del più grandioso "cazzomene" che si storia ricordi.... se va bene così a me.. degli latri... cazzomene, appunto.

Che sia “pace dei sensi”?
Naaaaa, per quella è presto suvvia! Spero.

Comunque la crisi di mezz'età anticipata direi che, per ora, è posticipata.