giovedì 17 maggio 2012

Lutti (finti) e paghette (assurde) - Paolo Villaggio e le paghette della famiglia Bossi

Oggi le notizie di cui mi va di sparlare sono due.

La prima, la bufala della morte di Paolo Villaggio, la seconda, la rivelazione dell'importo netto mensile delle paghette dei "ragazzi" Bossi.

Che dire, nel caso in cui la prima notizia fosse stata vera e non invece uno scherzo di dubbio gusto (e non mi stupirei che a farlo sia stato proprio lui, Paolo Villaggio) ora sarei qui a dirmi : "Ma in effetti, a me, frega qualcosa?" e forse direi di no. Perché in effetti, io, noi, Paolo Villaggio non lo conosciamo mica.
Non è un parente o un amico di lunga data, non è qualcuno che ha accompagnato la mia vita essendoci di persona.
Non è nemmeno un parente di un amico di lunga data.
Non è nemmeno l'amico di lunga data di un parente acquisito di un conoscente.
Paolo Villaggio è (ancora per un po' si spera) un "personaggio".
Noi, io, conosciamo i suoi personaggi e sappiamo poco o nulla di lui, della sua vita.
E forse nemmeno ci interessa.

La seconda, i CINQUEMILA euro di paghetta mensili sborsavi ai propri ragazzi dal "senatur", sono invece uno spunto più interessante.
Certo, se tolgo il freno rischio di continuare solo ed esclusivamente a bestemmie ed improperi.

Ci sono solo due o tre cosette che posso dire al riguardo.
1 - Se se lo possono permettere che lo facciano.
2 - Se se lo possono permettere è solo colpa nostra.
3 - Se se lo possono permettere, ma erano soldi "rubati" allora si son fatti beccare ed allora ci sarà da ridere.

Perché siamo in Italia e lui, il Senatur, volente o nolente oramai è parte della "casta".
Un intoccabile forse. Perché qui, in Italia, le cose funzionano così e funzionano male.
Tocca a noi cambiarle.
Tocca a noi mandare via certa gente a calci nel didietro.

Son quasi sicuro di una cosa.
Paolo Villaggio (riposi in pace) lo farebbe.
Li manderebbe via a calci in culo.

Ma anche no.


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